Al contrario, Iaione sostiene la maggiore capacità degli strumenti di tipo quantitativo – quali ad esempio i permessi interscambiabili, e quindi commercializzabili, di utilizzo delle vie di trasporto urbano e/o quelli legati allo sviluppo dei beni immobiliari nel contesto locale – di internalizzare le esternalità connesse al problema della congestione su strada. Si afferma inoltre la maggiore efficienza, in generale, degli strumenti quantitativi e la loro maggiore probabilità di successo nella risoluzione del problema discusso, essendo questi più facilmente attuabili politicamente e meglio rispondenti ad esigenze di equità.
L’articolo si conclude sottolineando la necessità di una maggiore differenzazione a livello locale, che permetta di sperimentare soluzioni diverse, al fine di definire una nuova teoria di utilizzo e gestione dei beni comuni, i cosiddetti “commons”. Il settore del trasporto pubblico, regolato attraverso tecniche di management della domanda, può essere d’altronde utilizzato come case study per la definizione di una strategia di regolamentazione di tipo bottom-up, applicabile anche a problemi ambientali diversi, quali, in particolare, quello del cambiamento climatico e del riscaldamento globale. Detta strategia risulta incentrata sulla regolamentazione dei comportamenti individuali a livello urbano. E questa caratteristica sembra farla rientrare a pieno titolo nel paradigma della sussidiarietà quotidiana.
Iaione, C., Saving cities from choking. Calling on citizens to combat climate change, Fordham Urban Law Journal, Volume XXXVI, Number 3, 21, p. 889 ss.