Concluso il progetto "Le città  come beni comuni"

L'impegno di tutti deve partire dalla consapevolezza che i beni comuni sono casa nostra

Il sindaco di Bologna Virginio Merola, il presidente di Labsus Gregorio Arena, il presidente della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna Marco Cammelli, il direttore di Labsus Christian Iaione, il vicepresidente del Centro Antartide Marco Pollastri, il responsabile dell’ufficio promozione della cittadinanza attiva del Comune di Bologna Donato Di Memmo e il direttore regionale per i beni culturali e paesaggistici dell’Emilia – Romagna Carla di Francesco hanno illustrato questo testo innovativo che rappresenta la prima traduzione del principio costituzionale di sussidiarietà  in norme di diritto amministrativo. Il Comune di Bologna è la prima amministrazione in Italia a sperimentare il modello dell’amministrazione condivisa; il regolamento è stato poi donato a un Comune della cintura metropolitana, Calderara di Reno, rappresentato dal suo sindaco Irene Priolo e a Roma capitale, rappresentata dall’assessore alla cultura, creatività  e promozione artistica Flavia Barca. Nel pieno spirito del progetto questo gesto simboleggia la vocazione nazionale di un regolamento che potrà  essere adottato da ogni Comune italiano. La giornalista del Tg3 Maria Rosaria De Medici ha moderato il dibattito.

Gli interventi del sindaco Merola e di Cammelli

Virginio Merola, nel suo intervento, ha ribadito che “Bologna è una città  di partecipazione. Oggi il Comune non si tira indietro ma condivide la sua azione con i cittadini per migliorare la città , per migliorare l’efficacia amministrativa e la qualità  della vita”.  Il primo cittadino parla della sua città  come di una città  che si sta trasformando, una città  che è fatta di persone, dove “la differenza la fanno le persone, la qualità  la fanno le persone”.  Il Regolamento viene quindi offerto agli altri Comuni come energia per il rinnovamento. Merola chiude il suo intervento ponendo l’accento sul cambio di paradigma dell’amministrazione: “Dobbiamo uscire dalla contrapposizione tra Stato ed individuo. Oggi ne usciamo aprendo un percorso di collaborazione con i cittadini”. A seguire, si è assistito all’interessante spunto offerto dal Presidente della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, Marco Cammelli che ha cercato di trasmettere la necessità  di superare l’esclusività  del discorso monetario per andare a comprendere l’aspetto umano che accompagna ogni iniziativa di lotta al degrado. ” Tre sono – secondo Cammelli – gli atteggiamenti da evitare dopo questa splendida giornata: un entusiasmo scellerato, un disfattismo inutile e la convinzione che il regolamento possa essere un rimedio inutile alla mancanza di fondi ” . Un discorso che esprime la evidente necessità  di cambiare la coscienza dei singoli, affinché ” sia raggiunto un triplice obiettivo: calibrare procedure, soluzioni e strumenti; modificare i principi dell’azione pubblica, ponendo la ” buona fede” al centro dell’azione amministrativa; responsabilizzare i proponenti”.

Il contributo di Iaione

Bologna è stata scelta in quanto città  “capace di percepire al meglio l’innovazione del principio della sussidiarietà  orizzontale” ha riportato Christian Iaione, direttore di Labsus, che ha inoltre ricordato come l’esperienza di Bologna sia stata preceduta da un lungo periodo di ” collaudo e comunicazione interna ” che è servito a facilitare e convincere i cittadini attivi. La vera rivoluzione sta nell’aver compreso la necessità  di cambiare quello che Iaione ha definito” il vestito ottocentesco con cui va girando da anni la nostra pubblica amministrazione ” e passare da un’ottica ” dello sportello ” all’ottica del tavolo condiviso a cui possono sedersi cittadini ed amministrazione per giungere a soluzioni che rechino vantaggi condivisi. “Il regolamento – ha proseguito Iaione – non cancella nessuna norma precedente ma ne crea di nuove, sulla base di un principio costituzionale”.

Le relazioni di Di Memmo e Pollastri

Quelli di Donato Di Memmo e Marco Pollastri sono stati interventi incoraggianti, forieri di una testimonianza ottimista che hanno riportato come, durante lo svolgimento dei progetti, la domanda “si può fare? “abbia sempre più cambiato natura, divenendo “si deve fare!” . “Ciò che funziona è la valorizzazione della capacità  della pubblica amministrazione di adeguarsi alle esigenze del cittadino” ha sottolineato Di Memmo. “Fino ad oggi abbiamo costruito una solida cornice; ora sta a tutti noi dipingere il quadro”, ha chiosato invece Marco Pollastri, vicepresidente del Centro Antartide.

Il commento di Arena

Gregorio Arena, presidente di Labsus e padre fondatore del Regolamento, ha concluso la presentazione ricordando a tutti come la cittadinanza attiva, la collaborazione con le amministrazioni e l’impegno civico non siano affatto un obbligo per i cittadini, ed anzi, ” sono quanto di più volontario si possa immaginare ” . Purtroppo va constatata la quasi impossibilità  per i Comuni amministrare da soli le realtà  urbane e le esigenze dei cittadini; l’impegno di tutti deve partire allora, secondo Arena, dalla consapevolezza che ” i beni comuni sono casa nostra ” . Vera innovazione del progetto è stata poi la decisione di mettere in rete il regolamento sul sito di Labsus e sul sito del Comune di Bologna, a disposizione di tutti con la sola condizione per chiunque ne facesse uso, ricorda Arena, di rinviarlo al mittente, modificato secondo le necessità  dell’ente o dei cittadini che ne hanno usufruito.Il presidente di Labsus ha poi voluto dedicare la giornata a Tommaso Cestrone, impegnato per una vita a difesa della Reggia di Carditello. Alle ore 11.30 il regolamento è stato simbolicamente consegnato dal Sindaco Merola nelle mani dell’Assessore alla cultura del Comune di Roma, Flavia Barca. ” Questo regolamento – ha spiegato l’Assessore – ha la possibilità  di inserirsi anche in un contesto più vasto e complesso come quello offerto dalla città  di Roma, caratterizzata da una forte e complessa frammentazione sociale ” . E’ stato inoltre illustrato il progetto che vede l’Assessorato alla cultura capitolino promotore di una riqualificazione di edifici abbandonati, ville storiche e patrimonio archeologico. A ricevere il regolamento dal Sindaco Merola è stata anche Irene Priolo, prima cittadina di Calderara di Reno, piccolo Comune della provincia di Bologna; la consegna del regolamento, in questo caso, è stata accompagnata dalla proiezione di una raccolta di immagini che testimoniano l’impegno del Comune e dei cittadini nella bonifica di uno stabile sequestrato alla criminalità  organizzata e da anni abbandonato; tutto questo a dimostrazione del fatto che, secondo il sindaco, ” praticare la cittadinanza attiva è differente dal mero parlarne ” . ” La mia proposta – ha concluso Irene Priolo – è quella di ripartire persino dalla modifica dei regolamenti di condominio, inserendo al loro interno esclusivamente dei limiti ” positivi ” che vadano a cancellare definitivamente termini portatori di negatività  dannose come ” vietato ” o ” proibito ” ” . Doveroso poi, è stato il ringraziamento che il sindaco di Bologna ha rivolto al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che ha manifestato la sua vicinanza all’iniziativa, facendovi recapitare una propria medaglia di rappresentanza. Successivamente, l’Assessore bolognese Rizzo Nervo ha consegnato una pergamena di riconoscimento ai rappresentanti dei laboratori che hanno dato vita, nei mesi scorsi, alla prima applicazione del regolamento, nei quartieri di San Donato, Navile e Santo Stefano.

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